I GRUPPI DI AUTO MUTUO AIUTO

I gruppi di auto mutuo aiuto (o anche di self-help) stanno assumendo all’interno della realtà italiana un rilievo crescente (AMALO stima che ne siano attivi oltre 8.000, fra cui più di 900 nella sola Lombardia).

Malattie gravi, stati personali di disagio o problemi comuni delle realtà locali, vengono affrontati facendo leva sulle motivazioni, l’interesse e le esperienze delle persone direttamente interessate piuttosto che sull’esclusiva presa in carico di professionisti e istituzioni.


I gruppi di auto mutuo aiuto sono formati da individui che condividono uno stesso problema o una medesima situazione.

I membri provvedono a darsi un supporto psicologico uno con l’altro, ad apprendere modalità di fronteggiamento delle difficoltà, scoprire strategie per migliorare la loro condizione e aiutare gli altri mentre aiutano loro stessi.


Si acquisiscono così specifiche informazioni riguardanti soluzioni pratiche apprese dall’esperienza diretta, che di solito non sono ricavabili né dai libri, né dal sapere professionale. I membri del gruppo si ritrovano quindi inseriti in una sorta di piccolo sistema sociale in cui smettono di essere dei portatori di qualche disagio e diventano invece soggetti attivi e portatori di risorse.


Una delle definizioni più frequentemente utilizzata è quella di Katz e Bender (1976); questi autori affermano che:

I gruppi di self-help sono strutture di piccolo gruppo, a base volontaria, finalizzate al mutuo aiuto ed al raggiungimento di particolari scopi. Essi sono di solito costituiti da pari che si uniscono per assicurarsi reciproca assistenza nel soddisfare bisogni comuni, per superare un comune handicap o problema di vita oppure per impegnarsi a produrre desiderati cambiamenti personali o sociali. 
I gruppi di auto mutuo aiuto enfatizzano le interazioni sociali a faccia a faccia e il senso di responsabilità personale dei membri. Essi spesso assicurano assistenza materiale e sostegno emotivo; tuttavia, altrettanto spesso appaiono orientati verso una qualche causa, proponendo un’ideologia o dei valori sulla base dei quali i membri possono acquisire o potenziare il proprio senso di identità personale.


Secondo Katz sono sei le caratteristiche principali di questa definizione:
1.  I gruppi di self help implicano sempre interazioni faccia a faccia fra pari
2.  Le origini di questi gruppi sono  di solito spontanee.
3.  La partecipazione personale è un elemento essenziale.
4.  I membri esprimono condivisione e si impegnano in particolari azioni.
5.  Il gruppo parte sempre da una condizione di difficoltà, condivisa da tutti i membri.
6.  I gruppi diventano gruppo di riferimento (di risocializzazione), punto di connessione e identificazione con gli altri, una base per l’attività e una fonte di auto-rinforzo.


Esistono diverse tipologie di forme associative che riassumono tutte le caratteristiche sopra citate e che possiamo riassumere in tre diverse categorie:
1.  Gruppi che forniscono aiuto in situazione di crisi (come ad esempio gruppi per separati e divorziati, genitori soli..). Questi gruppi rispondono al bisogno di informazione su come riuscire a gestire i nuovi problemi; danno sostegno, aiuto nelle fasi acute di necessità.
2.  Gruppi che hanno a che fare con persone alle prese con una condizione esistenziale di stigmatizzazione di tipo permanente: gruppi per persone affette da difetti fisici, ex pazienti psichiatrici… Questi gruppi aiutano a “sopportare” lo stigma o migliorare l’immagine di se stessi.
3.  Gruppi per persone intrappolate in una dipendenza: gruppi per alcolisti, per tossicodipendenti, per fumatori… Tali gruppi cercano di aiutare i partecipanti a riacquistare il controllo sul proprio stile di vita.
I gruppi di auto mutuo aiuto, solitamente,  sono condotti da un facilitatore della comunicazione che assume il ruolo di garante del setting e del libero fluire della comunicazione fra i membri del gruppo.